"Leonora addio" è un film di Paolo Taviani uscito il 17 febbraio del 2022.
Vincitore al festival di Berlino del premio FIPRESCI, propone una storia in bianco e nero che racconta la vera e incredibile vicenda delle ceneri di Pirandello e un breve episodio a colori sull’ultimo racconto dell’autore siciliano intitolato “Il chiodo”. Fabrizio Ferracane è l’interprete principale del film.
Si tratta di un film su una vicenda tanto reale quanto grottesca, paradossale, tragica e comica. Pirandello voleva che la sua morte fosse avvolta nel silenzio, le sue ceneri sparse subito oppure messe in un’urna sotto una pietra della campagna agrigentina, in realtà venne seppellito dopo 15 anni dalla morte. Il regista ripercorre quel lunghissimo viaggio di ritorno nella sua terra.
Taviani raccontava: “Ho ritrovato un’intervista un anno fa, era uscito “Kaos” con molto successo a Parigi. E in quest’intervista c’era Vittorio accanto a me, concludo dicendo: ‘ma noi volevamo fare anche un altro racconto, perché.. e raccontavo un po’ quello che era stato il funerale di Pirandello. Andammo dal produttore e gli dicemmo: guarda, così e così.. E lui disse: bello, bellissima idea. Non c’è una lira, non si fa”.
Il regista, scomparso nel 2024, ha ripensato a quella storia e l’ha voluta portare sullo schermo, anche per rendere omaggio al drammaturgo siciliano, che aveva già ispirato “Kaos” e “Tu ridi”.
“Ho utilizzato il materiale che si conosceva, molte cose me le sono inventate, e poi ho pensato che dovevo accompagnare questo funerale, questo Pirandello che se ne va.” - riferiva il regista.
Nel film di Taviani emergono tanti elementi, dalla burocrazia all’ingerenza della Chiesa, all’impotenza dell’individuo, che sembrano costanti nella storia degli Italiani. “Non solo degli italiani, però, direi - affermava Taviani - che è un po’ la natura umana. Non è solo una caratteristica più o meno regionale. L’umanità è complicata.”
"Leonora addio" racconta i tre funerali fatti a Pirandello, ma la storia si intreccia con un omicidio, avvenuto a Brooklyn, compiuto da un giovane immigrato siciliano. Le ceneri dello scrittore dovranno attraversare l'Italia in un viaggio da Roma ad Agrigento, patria di Pirandello; infatti, dopo la sua morte, avvenuta nel 1936, è stato sepolto nel cimitero del Verano e solo nel '47 è tornato nella sua terra natìa, grazie a un gruppo di studenti che ha esortato il sindaco di Agrigento ad accoglierlo. Il viaggio verso la Sicilia è strato travagliato tanto quanto la sepoltura, non avvenuta subito, bensì quindici anni dopo la dipartita di Pirandello.
A chiudere la storia delle peregrinazioni delle ceneri dello scrittore, che solo diversi anni dopo la morte hanno trovato pace, è l'ultimo racconto di Pirandello, scritto proprio qualche settimana prima del suo addio a questo mondo. Si tratta de "Il chiodo", che narra di un giovane che viene costretto dal padre a lasciare la sua Sicilia e la madre per raggiungere l'America. La nostalgia dalla sua terra natìa, la lontananza dalla figura materna e la sua nuova vita oltreoceano lo porteranno, però, a compiere un gesto estremo e violento.
©DeniseInguanta
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