lunedì 27 aprile 2015

CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA, AGRIGENTO SI CANDIDA MA SENZA REQUISITI

Sono ventiquattro le città candidate a Capitale Italiana della Cultura per il 2016 e il 2017, tra queste c'è anche Agrigento. 
Sulla base della legge Art Bonus, nel contesto dei Grandi Progetti Culturali, il Consiglio dei Ministri conferisce annualmente il titolo di Capitale Italiana della cultura seguendo una procedura pubblica di selezione.
Le altre città sono: Anagni, Aquileia, Caltanissetta, Carinola, Como, Ercolano, Foligno, Frascati, Mantova, Modica, Novara, Oriveto-Todi, Parma, Pisa, Pistoia, Selargius, Spoleto, Sulmona, Taranto, Terni, Terracina, Tropea e Viterbo. 
Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo deve ora nominare tre dei sette giurati chiamati a valutare i dossier di candidatura e acquisire l'intesa con la Conferenza Unificata sul nome del Presidente della Giuria. Saranno quindi esperti nel settore delle arti, della cultura e del turismo che dovranno valutare le singole proposte.
Saranno nominate soltanto due città vincitrici che riceveranno ciascuna un finanziamento di un milione di euro.
Nel 2015 il titolo è stato attribuito a cinque città: Matera, Cagliari, Ravenna, Lecce, Perugia e Siena. Dal 2016 sarà invece scelta una sola città all'anno.
L'iniziativa è nata per richiamare l'attenzione sull'Italia come "museo diffuso" e per non disperdere le attività portate avanti dalle cinque città durante la competizione.
Vincere il titolo di Capitale Italiana della Cultura significa non solo ottenere un finanziamento pari a un milione di euro ma anche notorietà nel mondo e sviluppo del turismo, con una conseguente crescita economica non indifferente.
Anche Agrigento, dunque, ha aderito al bando predisposto dal Ministero ed è stato il Commissario straordinario dell'ente Luciana Giammanco a sottoscrivere la domanda di candidatura per il prestigioso titolo. 
Tuttavia tale candidatura sembra essere un’iniziativa velleitaria , data la situazione in cui versa la città, ormai sprofondata in uno stato di totale abbandono. Strade chiuse al transito, mancanza dei più elementari servizi, la Cattedrale che dovrebbe essere uno dei luoghi più importanti e meglio custoditi che è invece a rischio crollo, questi e altri gravi problemi sovrastano la provincia siciliana. 
Perché si possa partecipare seriamente a una competizione del genere occorrerebbero provvedimenti politico-amministrativi importanti che al momento non sono stati presi; nel frattempo la città annaspa tra mille difficoltà e la cultura finisce irrimediabilmente con l’essere messa in secondo piano. Non basta, infatti, avere la Valle dei Templi per vantarsi di essere una città d’arte e di cultura se poi mancano perfino i servizi essenziali.
I criteri per il conferimento del titolo “Capitale Italiana della Cultura” sono chiari; si parla infatti di coerenza del progetto con altre iniziative di valorizzazione del territorio, di previsione di forme di co-finanziamento pubblico e privato, di capacità del progetto di incrementare l'attrattività turistica del territorio, di favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana, di promuovere e rafforzare lo sviluppo delle industrie culturali e creative, di realizzare opere e infrastrutture di pubblica utilità, destinate a permanere sul territorio a servizio della collettività.
Davanti a tali criteri, difficilmente attuabili, diventa, quindi, inevitabile chiedersi perché la città si sia candidata a una competizione così importante non possedendo i requisiti richiesti.
Agrigento, dunque, resta ricca di potenzialità ma bisognosa delle più elementari necessità, concretamente troppo lontana dall'ottenere un titolo così prestigioso come quello di “Capitale Italiana della Cultura”. 
©DeniseInguanta
Articolo presente anche in 
Agrigento Sette
e in AgoraVox



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