giovedì 18 ottobre 2018

SALVATORE BUCCAFUSCA, L'ATTORE E DRAMMATURGO SI RACCONTA

Salvatore Buccafusca, attore di televisione, cinema e teatro, nonché drammaturgo e scrittore, ha alle spalle numerose e brillanti esperienze in campo artistico. 

L'abbiamo intervistato per scoprire qualcosa in più della sua carriera e dei suoi prossimi progetti.


Se dovessi scegliere due aggettivi per definirti
Salvatore Buccafusca
professionalmente e artisticamente quali sarebbero?
Appassionato e meticoloso: sono i due aggettivi che più mi rappresentano.


Cosa significa per te recitare in teatro?
Il teatro è la mia più grande passione. Tutto il mondo è un palcoscenico dove rappresentare le vicende e la metamorfosi della vita. Sono sempre stato appassionato di teatro fin da piccolo quando frequentavo l'oratorio dei padri carmelitani alla Kalsa, il mio quartiere d'origine a Palermo. Ho sempre amato il mondo dell'arte, ma nello specifico la mia voglia di andare in scena è nata dopo la lettura di alcuni testi teatrali e la conoscenza del mio primo regista Fabio Cavalli. In silenzio, quando il teatro è ancora chiuso, mi piace mettermi in contatto con tutti gli elementi del teatro stesso: quinte, luci, scenografie e me stesso. Shakespeare definisce l'attore come colui che usa la sua mostruosa sincerità per essere ciò che non è. Il teatro è per me un atto d'amore, una fusione che si ripete e si rinnova ogni volta, come se fosse sempre la prima volta. Anche oggi, dopo tanti anni di teatro e innumerevoli spettacoli portati in scena in tutta Italia, quando ho tempo, mi piace riprendere in mano i copioni che conservo gelosamente e rileggo le mie parti, non vi nascondo che provo sempre tanta emozione.


Qual è l’opera teatrale in cui hai recitato che ti è rimasta di più nel cuore?
Non credo di averne una in particolare in quanto ognuna di esse ha lasciato sempre un segno dentro di me sia per il testo che per il personaggio che ho interpretato.


Sei anche uno scrittore, hai infatti pubblicato il libro “Una maschera per vivere”. Come vivi il rapporto con la scrittura?
Non mi ritengo uno scrittore ma una persona con la passione per la scrittura, mi piace molto cogliere gli aspetti della vita di tutti i giorni, il cambiamento della nostra società, certe piccole situazioni che poi fanno il momento che stiamo vivendo. Mi auguro che da un mio libro prima o poi possa trarne fuori uno spettacolo teatrale.


Salvatore Buccafusca
Da drammaturgo su quale fatto o argomento ti piacerebbe scrivere un’opera?
Mi piacerebbe molto scrivere e mettere in scena una storia che ho già in mente e sulla quale sto scrivendo una miriade di appunti che mi auguro poter accorpare quanto prima in un libro.


Se ti dico “Le ombre di Platone”, cosa rispondi?
Le Ombre di Platone è un’associazione culturale nata dalla voglia e dal desiderio sia mio che di Patrizio Pacioni di avere una realtà artistica tutta nostra che ci permettesse di non dipendere da altri nel promuovere le nostre attività culturali, presentazioni di libri e produzione di spettacoli teatrali di un certo interesse sociale e culturale. Devo dire che a un anno dalla nascita abbiamo già portato avanti numerose iniziative di un certo interesse.


Quali sono i prossimi progetti artistici che puoi svelarci?
I prossimi obiettivi sono uno spettacolo sulla famigerata Banda della Magliana per la regia di Francesco Sala, con Fulvia Lorenzetti e Gaetano Carbone e me stesso in scena, che debutterà ad Acquapendente il 2 dicembre e poi in altri teatri. Su questo tema sono stati spesi fiumi di inchiostro e realizzate diverse fiction, ma noi racconteremo la storia in maniera del tutto differente per lanciare ai giovani il messaggio di non emulare i veri protagonisti di questi misfatti. Altro progetto è portare in Sicilia lo spettacolo “Sua Eccellenza è servita”, un’opera tragicomica messa in scena l'anno scorso che ha avuto un notevole successo di pubblico e di critica. Partiremo da Palermo al teatro Sant'Eugenio dall'11 al 13 Gennaio.

©DeniseInguanta 

























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