mercoledì 11 marzo 2020

Coronavirus: la scuola adotta la didattica a distanza


Il coronavirus sta a poco a poco cambiando le nostre abitudini quotidiane, incidendo su ogni aspetto della nostra vita, e anche la scuola non poteva non essere travolta da questa situazione di emergenza sanitaria.

La chiusura delle scuole, che aveva riguardato, in un primo momento, solo alcune zone delle regioni italiane più esposte al rischio, è stata stabilita, da qualche giorno, per tutto il territorio nazionale in modo da ridurre il più possibile il rischio di contagio.

Università e scuole di ogni ordine e grado si sono così trovate, da un giorno all’altro, a dovere fare i conti con la necessità di portare avanti la didattica, considerato il fatto che si rischia di dovere posticipare ulteriormente la riapertura. 







In molte università si è pensato subito di ricorrere al collegamento in videoconferenza per dare la possibilità a chi è in procinto di laurearsi di portare a termine il percorso di studi. Sicuramente la laurea in videoconferenza è sui generis, ma non meno emozionante, almeno a detta degli intervistati neolaureati reduci da questa particolare esperienza.

Ma, università a parte, è la scuola a dover fare i conti maggiori con i cambiamenti imposti dal Covid- 19; gli alunni italiani, abituati a vivere parte della loro quotidianità in classe, a stretto contatto con i compagni e i docenti, si sono ritrovati improvvisamente a passare dalla loro aula alla classe virtuale, senza avere, per la verità, grandi competenze tecnologiche sotto questo aspetto. 

In Italia, purtroppo, l’applicazione della tecnologia a scuola non è ad altissimi livelli come invece accade in altri Paesi sviluppati. 

Non siamo in Australia né in Canada, ma c’è il coronavirus che minaccia le nostre fragili esistenze e non si sa per quanto tempo ancora lo farà e quindi non si deve assolutamente soprassedere e lasciare i nostri ragazzi senza lo studio, non si può rischiare una paralisi educativa e culturale che farebbe ancora più male al nostro Paese. 

Tutte le scuole italiane si sono attivate o si stanno attivando, in tal senso, attraverso la didattica a distanza per non lasciare bambini e ragazzi privi della possibilità di continuare un percorso di formazione adeguato. Sotto questo punto di vista gli strumenti adottati sono i più svariati: dalle app di messaggistica già in uso ai giovani alle piattaforme per le videoconferenze, fino ad arrivare a piattaforme dedicate come Google Classroom. L’obiettivo è lo stesso: continuare un percorso didattico ed educativo quanto più costante possibile, anche in frangenti in cui epidemie o, in generale, eventi gravi rischiano di mettere in crisi la quotidianità. 

L’Italia, in un momento così difficile, sta imparando anche questo: migliorare la conoscenza dei supporti tecnologici è davvero importante e andrebbe fatto a priori, senza dover aspettare l’emergenza. 

Dunque, attivate ovunque le classi virtuali, provincia di Agrigento compresa, si spera che tutti gli alunni comprendano che il periodo che stiamo vivendo non è una vacanza ma una terribile fase che ci si augura passi al più presto, nel frattempo, però, occorre continuare a svolgere ciascuno il proprio lavoro, anche se con mezzi differenti e virtuali, che però sono in grado di tutelarci e aiutarci a tutelare gli altri. 


©DeniseInguanta
Articolo presente su InfoAgrigento 















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