lunedì 21 ottobre 2019

Alberto Angela racconta le meraviglie della Sicilia del Gattopardo e conquista tutti


È stato un sabato culturale e non privo di emozioni quello raccontato dal grande divulgatore scientifico Alberto Angela che nel suo programma di successo “Ulisse” ha parlato della Sicilia del Gattopardo conquistando un’ampia fetta di pubblico sintonizzata a quell’ora davanti alla televisione e stupendo tutti per la bellezza delle storie e dei luoghi narrati con quella maestria che caratterizza da sempre il grande conduttore figlio dell’altrettanto mostro sacro della cultura Piero Angela. 












E dopo la puntata i commenti dei telespettatori più social non sono mancati, tutti positivi per la verità. C’è chi ha elogiato Angela come il salvatore della cultura in Italia, chi ha scoperto o riscoperto i luoghi in questione, chi ha preso appunti per potere al più presto visitare le bellezze tanto osannate e chi ha ritrovato l’orgoglio di essere siciliano, per non parlare di chi, grazie alla puntata di “Ulisse”, ha finalmente capito che la Sicilia non è “solo” mafia e cannoli. 


Alberto Angela “santo subito” quindi, almeno per tutti quei siciliani che da anni lottano per far conoscere ovunque la Sicilia “quella bella”, anzi bellissima. 


Il noto conduttore così aveva invitato sui social i telespettatori a seguire la puntata di “Ulisse” di sabato scorso: “Vi andrebbe di passare la serata con Alain Delon, Claudia Cardinale e Burt Lancaster in un mondo principesco? È quello che vi proponiamo tra poco ad “Ulisse, il piacere della scoperta”. Esploreremo il mondo del Gattopardo sulle ali delle bellissime pagine del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e su quelle del film-capolavoro di Luchino Visconti. Il nostro obiettivo sarà quello di scoprire il volto della Sicilia dei Principi e di un’epoca che non ha eguali. Romanzo e pellicola diventeranno realtà: entrerete con me nelle sale di Palazzo Valguarnera Gangi, nel cuore di Palermo, dove è stato ambientato lo straordinario ballo del film; conoscerete l’immensa Villa Boscogrande; saliremo la maestosa scalinata di Palma di Montechiaro che ha ispirato quella della città di Donnafugata, nel romanzo. E poi, sempre seguendo il romanzo, scopriremo gli splendori di un monastero di clausura, quello di Santa Caterina di Alessandria a Palermo, riaperto solo da pochissimi anni. Per poi ammirare una grande azienda agricola del passato, Villa Fegotto, sorprendentemente integra. Queste aziende erano uno dei motori della potenza dei principi siciliani. Sorvoleremo anche le bellissime saline di Trapani. Infine ci addentreremo nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, dove sono esposte, a centinaia, le mummie degli abitanti più ricchi della città di fine Ottocento, rivestiti con i loro abiti più sontuosi: ci troveremo, davvero, a tu per tu con chi ha vissuto nell’epoca dei Principi ed è stato realmente presente ai balli mostrati dal film di Visconti… È un grande affresco quello che ammireremo questa sera, di una regione bellissima e ricchissima di storia e cultura”


E poco dopo, a inizio puntata, lo stesso Angela ha esordito dicendo: "In Sicilia tutti possono sentirsi principi". Ha poi spiegato che il gran ballo del Gattopardo è metafora dell'incedere di una civiltà moderna nell’isola di Giuseppe Tomasi di Lampedusa a fronte di una civiltà decadente affrescata nella scena madre del film. 


E grazie anche ai ricordi di Claudia Cardinale e Terence Hill, i due celebri attori che presero parte al famosissimo film di Luchino Visconti, Alberto Angela ha scandagliato romanzo, storie e luoghi con dovizia di particolari, raccontando perfino dei prelibati dolci del Monastero delle Benedettine di Palma di Montechiaro e dell’aspetto di profonda devozione che ha contraddistinto la vita dei Tomasi tra santi e intense preghiere.


E in mezzo a tanta bellezza non poteva di certo mancare un accenno ai luoghi di Montalbano, riferimento che adesso, a pochi mesi dalla scomparsa del Maestro Andrea Camilleri, risulta ancora più gradito


Una puntata eccezionale, dunque, quella sul Gattopardo, una puntata necessaria ancor di più in un momento come questo in cui la televisione “spazzatura” è sempre più simbolo di un paese allo sbando dove l’ignoranza regna sovrana e la parola cultura fa paura a molti. 


©DeniseInguanta
Articolo presente su InfoAgrigento 





















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